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Il prossimo 5 agosto scadrà l’asta pubblica per la vendita della ex scuola elementare di Pontevecchio, edificio storico della frazione ormai da tempo non più adibito a luogo di educazione ma riconvertito ad ambulatorio medico per i residenti.
La decisione era stata presa già da qualche tempo con l’inserimento della struttura nell’elenco dei beni comunali alienabili per fare un po’ di cassa.
Liberi per Colbordolo si era già allora espressa a favore della vendita dell’ex scuola elementare ma a due condizioni irrinunciabili:
- Prima di vendere l’edificio, la comunità doveva avere piena disponibilità della nuova struttura restaurata nel vecchio mulino, sia per non perdere un locale pubblico, sia (presupposto assai più importante) per continuare ad avere a disposizione il servizio ambulatoriale;
- Le risorse ricavate dalla cessione della scuola (base d’asta 80.000 euro) devono essere riutilizzate in gran parte per la frazione di Pontevecchio (ad esempio sistemando definitivamente i movimenti franosi che continuamente si verificano lungo la strada per Talacchio).
Queste condizioni le abbiamo ribadite con convinzione anche durante il consiglio del 25 settembre 2009 e del 31 marzo scorso. Le risposte ottenute dal Sindaco sono state vaghe anche perché il tanto celebrato “investimento sostanziale” su Pontevecchio (cioè il restauro del vecchio mulino) assomiglia tanto alla classica storia dei lavori pubblici italiani, infiniti e indefiniti.
La realtà, che nessuno può contestare, è che gli spazi pubblici restaurati sono stati inaugurati (quindi consegnati alla cittadinanza) quasi 2 anni fa (leggi precedente articolo) ma ancora oggi nessuno può utilizzarli per via di un cantiere che non vede mai la fine.
E che dire della vecchia promessa di trasferire l’ambulatorio proprio lì, come indicava il Sindaco Fabi?
Anche su questo, le intenzioni dell’attuale Giunta sono ambigue. L’anno scorso Pensalfini diceva che l’iter burocratico per la vendita della ex-scuola sarebbe stato sufficientemente lungo da tranquillizzare i residenti di Pontevecchio ma adesso che siamo arrivati al dunque e che il prossimo 2 agosto si apriranno le eventuali buste di offerta per la cessione dell’immobile dove si sposterà il servizio ambulatoriale?
Fin quando dovremo aspettare e sottostare le volontà della Provincia che del restauro del vecchio mulino sta facendo un simbolo di inefficienza?
E’ fin troppo evidente che in Comune navigano a vista, senza nessuna garanzia di programmazione nel breve termine, figuriamoci nel lungo.
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