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La "manovrina" di Colbordolo PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Lucarini   
Sabato 10 Luglio 2010 16:59

Protestare, protestare, protestare! E' questa la parola d'ordine che risuona negli ambienti del centrosinistra in vista della manovra finanziaria che chiede, indubbiamente, grossi sacrifici agli Enti Locali, chiamati a concorrere al risanamento dei conti pubblici.

 

Agli ordini dei maggiori dirigenti del partito, la gran parte degli amministratori comunali della nostra provincia, in questi giorni, trascorrono più tempo a manifestare e indossare magliette (dalle indubbie incidenze sulle sfortune sportive della nostra nazionale), anzichè iniziare a lavorare seriamente sui bilanci dei municipi

 

Anche Colbordolo, naturalmente, si accoda alla protesta ma purtroppo, oltre alle sfilate "istituzionali", non si intravedono misure economiche in linea con i sacrifici generali.

Si preferisce lanciare slogan allarmistici sulle conseguenze dei tagli (meno asili, meno scuole, meno servizi sociali, più buche nelle strade) perchè sono di sicuro impatto "pubblicitario" ma ancora non abbiamo mai sentito nè Sindaco, nè Presidente di Provincia dire: meno assessori, meno spese postali e telefoniche, meno spese strumentali, meno spese di rappresentanza, più tecnologia, ecc.

 

E’ stato lo stesso Procuratore Generale della Corte dei Conti, nella sua requisitoria dello scorso 24 giugno, a denunciare l’incapacità dei Comuni di concorrere al risanamento, definendo il panorama “poco lusinghiero …. espressione di una linea di tendenza che riguarda essenzialmente i piccoli comuni a causa del cattivo andamento della spesa corrente, della gestione irregolare dei residui attivi e di una situazione critica di cassa” arrivando ad accusare le amministrazioni locali di “mantenere in vita una struttura ripartita in numerosissimi, e spesso inutili, centri, autorità, enti, agenzie, commissioni, comunità, società miste, ecc., tutti, o quasi, autonomi centri di spesa.

 

Quello di cui siamo ormai certi è che i nostri amministratori non sono capaci di produrre una seria politica di razionalizzazione della spesa per far fronte, nel miglior modo possibile, ai minori trasferimenti dallo Stato.
Si continua ad abbaiare alla luna mentre i bilanci comunali restano invariati.
Anzi, nel caso di Colbordolo, addirittura la "qualità" della spesa peggiora di anno in anno.

 

Rispetto all'anno scorso siamo giù costretti a sopportare un aumento del 60% dei costi della politica e le Spese Generali (che incidono fortemente sul rispetto del Patto di Stabilità) continuano a "mangiarsi" 3/4 del bilancio.
I residui passivi sono sempre più corposi e sempre più datati e la Corte dei Conti non ha mancato di sottolinearlo con richiami formali.

 

Da tempo, Liberi per Colbordolo, denuncia questo forte handicap nel Conto Economico dell'Ente, chiedendo a più riprese una seria verifica delle Spese Generali e una loro drastica revisione, così da poter destinare risorse in capitoli più produttivi per la comunità.

Le nostre istanze, si sa, vengono puntualmente ignorate ma durante l'ultimo consiglio comunale del 29 Giugno la maggioranza è stata capace di procedere nell'esatto opposto, approvano una variazione al Bilancio 2010 di € 42.000 destinati in gran parte proprio a quelle spese "improduttive".

 

Di fronte a questa persistente volontà di predicare bene e razzolare male, Liberi per Colbordolo non ha quindi potuto votare l'ordine del giorno di protesta contro i tagli della finanziaria perchè dopo essersi strappati le vesti per le minori risorse in arrivo da Roma, bisogna che qualcuno inizi anche a guardare a cosa poter fare a casa propria, per gestire al meglio le risorse che rimangono.

 

Questo a Colbordolo, ancora non succede. 

 
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