| Inaugurazione infinita |
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| Scritto da Luca Lucarini |
| Venerdì 15 Gennaio 2010 21:50 |
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Eppure fu inaugurato il 6 dicembre 2008, quando festanti politici e amministratori di ogni poltrona del circondario si presentarono per tagliare l'ennesimo nastro pre-elettorale e "consegnare" alla cittadinanza l'ultimo risultato ottenuto. In quel freddo pomeriggio, lontano ormai 13 mesi, suonava anche la Banda comunale e la cittadinanza festante ammirava e lodava.
Un vero peccato che, dal giorno successivo (7 dicembre 2008), quella struttura sia rimasta perennemente CHIUSA. Mai nessuno ha potuto metterci piede dentro, mai nessuno ha potuto ammirare il museo della molitura, mai nessuno ha visto in funzione la nuova centrale idroelettrica. Il perchè è semplice da spiegare: i lavori non sono ancora finiti. Allora perchè inaugurare? Perchè esibirsi nell'ennesima pantomima? Perchè non aspettare il completamento dell'opera e quindi dichiararla perfettamente agibile e fruibile da tutti? Le risposte, in questo caso, sono meno semplici.
L'investimento sul Mulino di Pontevecchio è costato più di 2 milioni di euro di soldi pubblici (Provincia, Comune e ERAP) e oltre al Centro Visite sono stati realizzati 6 appartamenti popolari, abbinamento questo che a suo tempo, ci lasciò molto perplessi. Superammo anche questa criticità pur di veder nascere uno dei pochi, pochissimi, spazi pubblici a disposizione della cittadinanza di Colbordolo e di ottenere un nuovo locale per l'ambulatorio per le famiglie di Pontevecchio (promessa fatta dal Sindaco Fabi poche settimane prima dell'inaugurazione). Da non sottovalutare inoltre la possibilità che il nuovo Centro Visite (in ragione del suo nome) potesse attirare anche un nuovo interesse turistico per il nostro territorio ma, con il passare dei mesi, quella che doveva essere un museo dall'elevata concentrazione tecnologica (chissà poi come faranno visto che a Pontevecchio non c'è nemmeno l'Adsl), è rimasto tristemente serrato.
Le spiegazioni richieste in Consiglio comunale, hanno prodotto sempre le stesse risposte: "Tra poco.." , "Dettagli...", "Ultimazioni..." mentre il cittadino sognante, ripensa ancora a quel lontano pomeriggio di dicembre quando, tra una tartina e una vecchia macina, veniva gabbato per l'ennesima volta.
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